Ordine Assistenti Sociali Friuli Venezia Giulia

You are here: Home
  • Decrease font size
  • Default font size
  • Increase font size
Storia professionale

L’Ordine degli Assistenti Sociali in Italia

L’Assistente Sociale è presente in Italia da oltre 50 anni e, come professionista ha operato per la trasformazione dei contenuti e delle modalità operative dei servizi rivolti alla persona e alla comunità.

Un importante risultato è stato raggiunto alla fine degli anni ‘80 con il riconoscimento di titolo abilitante per l’esercizio della professione di assistente sociale al Diploma rilasciato dalle Scuole dirette a fini speciali universitarie, stabilito dal DPR n° 14 del 1987.

La professione ha ottenuto pieno riconoscimento con l’istituzione dell’Albo professionale e dell’Ordine degli Assistenti Sociali, articolato a livello nazionale e regionale o interregionale, ai sensi della Legge n°84 del 1993. La stessa legge ridefinisce l’Assistente sociale quale professionista che “opera con autonomia tecnico-professionale e di giudizio in tutte le fasi dell’intervento per la prevenzione, il sostegno e il recupero di persone, famiglie, gruppi e comunità in situazioni di bisogno e di disagio e può svolgere attività didattico-formative”.

In base alla normativa vigente, per esercitare la professione di Assistente Sociale è, quindi, necessario essere in possesso del Diploma rilasciato dalle Scuole dirette a fini speciali o del Diploma Universitario in Servizio Sociale (previsto nel decreto del 23 luglio 1993), ed essere iscritti all’Albo professionale.

Nell’anno 1994, con Decreto n° 615, è stato adottato il Regolamento riguardante l’istituzione delle sedi regionali o interregionali dell’Ordine del Consiglio Nazionale degli Assistenti Sociali nonché i procedimenti per le elezioni, le iscrizioni e le cancellazioni dall’Albo professionale.

Alla fine degli anni ’90, la consapevolezza del percorso di crescita della professione e dei nuovi compiti attribuiti che impegnano l’assistente sociale a qualificare costantemente il proprio mandato sociale per rispondere in modo coerente e preciso al cittadino, ha spinto gli assistenti sociali a recuperare il senso del loro lavoro, ad individuarne e precisarne le finalità, i fondamenti filosofici ed etici e a predisporre il Codice Deontologico dell’Assistente Sociale. Operando principalmente in favore dei “soggetti deboli” il rigore deontologico è a maggior ragione indispensabile e vincola il professionista a precise norme comportamentali che vengono rese esplicite ed evidenti e verso le quali è possibile a tutti chiederne il rispetto.

Nell’aprile di quest’anno, con la Legge n° 119 del 2001, viene anche disposto l’obbligo degli assistenti sociali al segreto professionale su quanto hanno conosciuto per ragione della loro professione esercitata sia in regime di lavoro dipendente, pubblico o privato, sia in regime di lavoro autonomo libero-professionale.

Un traguardo importante conseguito dalla professione è stata l’apertura del IV anno del Corso di Laurea in Servizio Sociale presso l’Università degli Studi di Trieste, Facoltà di Scienze della Formazione, e la LUMSA di Roma corsi che hanno registrato amplissimo afflusso di iscrizioni, a conferma della volontà degli assistenti sociali di conseguire un iter formativo completo anche a fronte di oneri gravosi sul piano economico e personale.

La Legge quadro n° 328/2000 per la realizzazione dei sistema integrato di interventi e servizi sociali - anche attraverso i regolamenti attuativi emanati nel corso del 2001 o in corso di emanazione -, riconosce la centralità delle figure professionali sociali, tra cui l’assistente sociale, e individua le funzioni del servizio sociale professionale.

La legge di riforma pone la persona, il cittadino, al centro del sistema integrato di interventi e servizi sociali, valorizza le risorse familiari e della comunità locale, stabilisce la necessità di prestazioni integrate tra servizi pubblici, privato sociale, volontariato. Fornisce, inoltre, linee chiare per delineare l’immagine futura della professione dell’assistente sociale. Nel complesso sistema, il servizio sociale professionale è chiamato a leggere e decodificare la domanda sociale, a prendere in carico la persona, la famiglia o il gruppo sociale, ad attivare ed integrare i servizi e le risorse in rete, ad accompagnare ed aiutare la persona nel processo di promozione ed emancipazione sociale. L’assistente sociale contribuisce a programmare il sistema dei servizi per rispondere in modo coerente ai bisogni dei cittadini e della comunità locale.

Il profilo professionale, alla luce della legge di riforma, viene ridefinito e nuovamente regolamentato. L’assistente sociale svolge attività professionali in strutture pubbliche e private, di servizio alla persona, nei sevizi sociali e nelle organizzazioni del terzo settore. L’assistente sociale opera con autonomia tecnico professionale e di giudizio in tutte le fasi dell’intervento sociale per la prevenzione, il sostegno e il recupero di persone, famiglie, gruppi e comunità in situazioni di bisogno e di disagio, anche promuovendo e gestendo la collaborazione con le organizzazioni di volontariato e del terzo settore. L’assistente sociale svolge compiti di gestione, concorre all’organizzazione e alla programmazione, collabora con l’autorità giudiziaria svolgendo funzioni tecnico-professionali, può esercitare l’attività di coordinamento e di direzione dei servizi sociali e partecipare alle attività del sistema informativo dei servizi sociali. L’assistente sociale può svolgere attività didattico-formative e di supervisione di tirocinio universitario.

L’attività professionale dell’assistente sociale viene caratterizzata a due livelli: attività professionale degli assistenti sociali e attività professionale degli assistenti sociali specialistici. L’Assistente Sociale è formato con Corsi universitari di laurea in Scienze del Servizio Sociale mentre l’Assistente Sociale Specialista è formato con Corsi universitari di laurea specialistica in programmazione e gestione delle politiche e dei servizi sociali.

Successivamente, con DPR n° 328/2001, di recente emanazione, vengono stabilite le modifiche ed integrazioni che dovranno essere apportate nell’Albo professionale dell’Ordine nel quale saranno istituite due sezioni:

  • la Sezione A per gli iscritti ai quali spetta il titolo professionale di assistente sociale specialista (nella quale, in via transitoria, rientrano anche coloro i quali sono in possesso della laurea sperimentale in Servizio Sociale o hanno svolto per almeno cinque anni funzioni dirigenziali);
  • la Sezione B per gli iscritti ai quali spetta il titolo professionale di assistenti sociali.

L’Ordine intende porre particolare attenzione e offrire il contributo in termini di professionalità ed esperienza per l’attuazione nella nostra Regione della Riforma per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali e della Riforma universitaria.

L’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Friuli Venezia Giulia

L’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Friuli Venezia Giulia costituitosi nel 1995, ha stabilito a Trieste la sua sede legale, in ottemperanza con il decreto ministeriale, ed anche la sede operativa. Il secondo Consiglio dell’Ordine nell’anno 2000 ha deciso di trasferire la sede operativa a Udine, città più centrale rispetto al capoluogo regionale. Nel mese di maggio dell’anno 2001 si sono svolte le elezioni per il terzo rinnovo del Consiglio regionale e del Collegio dei Revisori dei Conti. Nella Regione Friuli Venezia Giulia, alla data del 15 settembre 2001 gli Assistenti Sociali iscritti sono n° 613. Gli Assistenti Sociali in Italia sono, al 31 dicembre 1999, n° 27.117.

 
< Prec.   Pros. >