| Presidente Ordine 2001-2009 |
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Anche a nome del Consiglio dell’Ordine regionale degli Assistenti Sociali un cordiali saluto agli intervenuti, a tutti i relatori, quelli che sono con noi qui questa sera, quelli che ci offriranno degli spunti di riflessione nella tavola rotonda di domani mattina e nei lavori dei quattro gruppi. Ringraziamenti di cuore per la collaborazione in questi mesi e in questi giorni di Convegno: ai consiglieri dell’Ordine, agli assistenti sociali, ai collaboratori e ai volontari del Centro Balducci. Il Convegno è realizzato con fondi propri dei promotori, con il finanziamento della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia (L.R. 13/2004 per la formazione dei professionisti), con la solidarietà di persone, gruppi, associazioni. Inoltre, con il patrocinio di Enti ed Associazioni che hanno ritenuto di sostenere l’iniziativa, condividendone gli obiettivi, e di offrire la propria disponibilità per discutere “insieme” le importanti tematiche del Convegno: - Comune di Udine - Consiglio Nazionale Ordine Assistenti Sociali - Università degli Studi di Trieste - Istituto Regionale Studi di Servizio Sociale di Trieste - Centro Studi America Latina - Università degli Studi di Trieste - Università degli Studi di Udine - Associazione Italiana Docenti di Servizio Sociale L’Associazione Ernesto Balducci, cento di accoglienza e promozione culturale che accoglie immigrati e persone in difficoltà e l’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Friuli Venezia Giulia, che conta oltre 750 iscritti, giunti rispettivamente al loro XVII e V Convegno, hanno unito le proprie capacità, risorse, creatività ed esperienza per realizzare un evento internazionale e singolare su temi cruciali “diritti umani, uguaglianza e giustizia sociale”, temi che interessano trasversalmente l’intero pianeta e che si pongono oggi, con particolare urgenza, all’attenzione di politici, professionisti, cittadini. Ed è in questa dimensione planetaria e trasversale che questi temi verranno affrontati questa sera e nelle successive giornate del Convegno. Spunti teorici, esperienze e testimonianze cercheranno di mettere a fuoco le principali criticità del lavoro sociale, quelle criticità che toccano i diritti umani sanciti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 e, tuttora, disattesi in molte parti del mondo, principi universali basilari ai quali si richiama anche il Codice Deontologico degli assistenti sociali. Esperti, politici, assistenti sociali, operatori del privato sociale, volontari, persone provenienti da vari paesi del mondo avranno l’opportunità di conoscersi, confrontarsi, analizzare i fenomeni emergenti, aprirsi ad altre prospettive, riflettere insieme sul senso del “lavoro sociale” nella società odierna, sia esso inteso come servizio sociale professionale sia come agire sociale di associazioni, volontariato, cittadini. Lavoro sociale, quello attuale, che si deve far garante del rispetto di questi diritti in una prospettiva che mette al centro la persona, ne riconosce le potenzialità e mira al suo sviluppo, personale e collettivo. Un lavoro sociale che, nell’agire quotidiano, deve porre attenzione alle trasformazioni della società, alle nuove domande ed emergenze sociali (immigrazione, estrema povertà, problematiche legate al lavoro e alla casa, ecc.) in una prospettiva che fa proprio il concetto di “umanizzazione”. Umanizzazione dei servizi contrapposta a tecnicismo, umanizzazione rispetto ai diritti umani e alla giustizia sociale contrapposta a soprusi e abusi che ancor oggi si verificano in molte parti del mondo. Una prospettiva che non può prescindere da una riflessione etica: un’etica che permea il lavoro sociale e, più in generale, l’agire sociale e ne definisce principi, contenuti, strategie, prassi quotidiane. Ed è proprio la ricerca di un’etica comune che qualifichi il lavoro sociale e l’agire sociale in ogni parte del mondo, l’obiettivo che l’Ordine degli Assistenti Sociale e il Centro Balducci si sono posti quando hanno deciso di organizzare questo convegno. Un convegno, quindi, improntato a ricercare una condivisione: non solo condivisione di esperienze e riflessioni teoriche, ma anche condivisione di un’esperienza, quella del convegno, che vuole essere significativa sotto il profilo, umano, relazionale, culturale e professionale. Leggendo le sintesi che i relatori hanno fatto pervenire in questi giorni emerge con forza l’esigenza di complementarietà, di approccio globale ai problemi, la necessità e l’importanza di lavorare insieme, di costruire alleanze, di ricercare il senso del proprio agire, di assumere responsabilità collettiva e plurima. Responsabilità a cui ci richiamano le testimonianze e le esperienze di coloro che interverranno nei gruppi di lavoro, responsabilità che, sempre nei gruppi di lavoro, potranno tradursi in proposte concrete da presentare all’Assemblea plenaria di sabato pomeriggio. Don Pierluigi Di Piazza e il prof. Luigi Gui avranno il compito di elaborare una sintesi per declinare, in un documento conclusivo del Convegno, i principi di un’etica comune, mondiale e possibile, non quindi degli enunciati teorici, ma principi e contenuti concreti, che ciascuno si impegnerà a perseguire, a promuovere e ad attuare nella propria operatività quotidiana. Un’etica che evidenzi la necessità di perseguire una politica sociale mondiale rivolta alle persone e alle comunità, che rafforzi il sistema di protezione sociale verso coloro che, per circostanze diverse, vengano a trovarsi in situazioni di difficoltà e di disagio; un’etica mondiale che si opponga con forza a logiche settoriali, ghettizzanti, riparatrici, discriminanti. Il Convegno si concluderà domenica con il cammino e la visita in due luoghi significativi della città di Udine, l’ex Ospedale psichiatrico e le carceri, luoghi che, nella storia italiana, diventano il simbolo del diritto e dell’offesa, dell’esclusione e delle possibilità di inclusione. Luoghi che racchiudono in sé significative vicende umane e professionali, che potrebbero narrare storie di vita, di sofferenza, di emarginazione, di delusione, di preoccupazione ma anche storie di speranza e di cambiamento. Un’iniziativa che, nell’intenzione degli organizzatori, vuole essere anche un impegno simbolico verso un agire che sia autenticamente orientato all’uomo, alla difesa dei suoi diritti e allo sviluppo delle sue potenzialità individuali e collettive.
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